L’azienda RIPA è improntata sulla sostenibilità e nel rispetto del territorio e del paesaggio. Il nucleo architettonico è rimasto quello originario, sia nel peso che nelle misure.

Per mantenere intatto l’intero corpo aziendale, edificato nei primi del ‘900, abbiamo modificato solo le destinazioni d’uso: dove un tempo albergavano le tradizionali mucche maremmane oggi trova spazio la cantina; le varie rimesse adiacenti, rimodernate solo negli interni per renderle funzionali al loro compito, oggi sono adibite a sala degustazione, ufficio e magazzino climatizzato per il vino.

Gli impianti dei nuovi vigneti, realizzati 20 anni fà, sono sostenuti da pali in castagno, provenienti dal vicino monte Amiata, cosi come con pali in castagno, erano realizzati i vecchi impianti ancora produttivi degli anni sessanta.
A Ripa non sono mai stati impiegati diserbanti ed è bandito l’uso di prodotti sistemici da sempre. La certificazione BIO risale al 1994.
Ogni lavorazione, dalla potatura, alla fermentazione, all’imbottigliamento, avviene con l’esclusiva ed unica direzione e partecipazione del produttore, che decide ogni passaggio e ogni scelta.

Michele Ventura si avvale di collaboratori selezionati in decenni di lavoro e di esperienza, con i quali condivide lo stile e la vocazione del progetto. Oggi questa attività produttiva viti vinicola, è presente in Italia e in Europa, a raccontare il suo passato e ad impersonare il suo presente.

Ogni responsabilità ricade solo sul produttore che è sempre presente in vigna ed in cantina.
Il futuro dell’azienda è nelle generazioni a venire, come il passato è legato alle generazioni che furono, che hanno difeso l’integrità materiale e morale della proprietà per secoli. Da pro zia a nipote. Da madre a figlio. Dai Sadun ai Disegni. Oggi Ventura.
Ogni generazione ha interpretato il podere che è stato luogo di rifugio, fonte di sostentamento, spazio di villeggiatura.

Motivo di studio e di riflessione culturali. Numerose sono state le ricerche, le indagini e le ispezioni che, negli anni, abbiamo effettuato, al fine di ricavare informazioni, vivere emozioni e di conoscerne la storia. Sono straordinari ed unici gli insediamenti rupestri risalenti agli etruschi incastonati nel fianco nord est dell’azienda. Dal Conte rosso ( Bandinelli) negli ’20, al Villari negli anni 70, in tanti hanno riscoperto, studiato e interpretato il territorio. Oggi il sito è stato reso pubblico e, proprio per questo, è ancora sentito vissuto e curato come se fosse di nostra proprietà.